Teatro Romano

teatro romano di torino


Monumento di valore storico-artistico e documentario, tipico e significativo esempio di edificio teatrale di età romana. L’edificio della Torino romana (Augusta Taurinorum) venne scoperto in occasione della costruzione dell’ala nuova di Palazzo Reale, lungo Via XX Settembre, nel 1899.

Si demolirono allora gli edifici che dal medio evo in poi si erano sovrapposti al teatro (Chiesa di S. Salvatore – Chiostro e cimitero di canonici), danneggiandolo in parte.

Altri danni furono causati dalle fondazioni della nuova ala che ne ricoprì il settore meridionale, conservato ora nelle cantine del palazzo, per lo strenuo intervento di A. D’Andrade. Il teatro occupa con la porticus post scaenam un’intera insula (di circa 76m di lato) nell’angolo N-E della città romana, a ridosso delle mura. Gli scavi del 1960-62 hanno evidenziato due fasi costruttive; ad un primo impianto quasi coevo a quello della città (età augustea) con consolidamenti e restauri successivi, seguì un ampliamento la cui datazione è ancora da definire.

Il teatro di Augusta Taurinorum , solo parzialmente in muratura, viene costruito tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.: è una struttura molto semplice costituita da una cavea semicircolare e da un muro della scena scandito da tre porte affiancato da due annessi laterali (parascaenia).

Racchiuso in un recinto rettangolare che comprendeva anche un semplice portico a manica unica post scaenam (dietro la scena), l’edificio era completato da strutture lignee e arredi mobili di cui non resta più traccia.

Teatro romano

Si tratta di uno dei pochi esempi di teatri romani collocati in zona periferica, ovvero addossato alle mura.

Intorno alla metà del I secolo d.C. il teatro non è più sufficiente a soddisfare le esigenze di una città che si è ingrandita.

Viene elaborato un progetto che prevede la contemporanea edificazione di un tratto della cortina muraria e di una monumentale cavea a facciata curvilinea raccordata da un recinto alle mura in cui le scalinate arrivano a quasi 120 metri di sviluppo, i lavori però non vengono eseguiti completamente.

Alcune strutture prima mobili vengono sostituite da elementi fissi in muratura e un muro della scena viene dotato di dispositivi funzionali alle scenografie.

Le strutture primitive vengono così rivisitate in termini più monumentali e sono completate con la porticus pone scaenam: un ampio quadriportico, che troviamo alle spalle della scena e si addossa alle mura, interrompendo la strada che le fiancheggia ed annullandone quindi, almeno in questo tratto, la funzionalità difensiva.

L’intervento suggerisce una rapida crescita della città, da intendersi sul piano qualitativo più che quantitativo, dal momento che la capienza dell’impianto – circa tremila posti – non ne viene sostanzialmente mutata.

Il teatro viene utilizzato per più di due secoli, ma poi a causa della decadenza dell’impero romano, e la conseguente crisi delle istituzioni cittadine dopo la condanna dei Padri della Chiesa viene abbandonato come altri edifici per spettacoli.

Una volta dismesso, l’edificio diventa una cava a cielo aperto di materiali per la costruzione della prima cattedrale, una basilica dedicata al Cristo Salvatore.

Da qui si avrà la trasformazione della città romana pagana a quella di una città Cristiana.