Taurinum che durante il medioevo diventerà Ducato nel periodo di dominazione barbarica in particolare longobarda, per diventare comitato o contea nell’era di Carlo Magno.
Di questo arco temporale, diciamo dal IV al VIII secolo, non esistono testimonianze edificatorie importanti, ma in base alle ricerche archeologiche si sono riscontrate stratificazioni successive di tipo principalmente organico sul terreno della città romana.
Le deduzioni che ne sono nate riguardano una dismissione delle domus romane, una trasformazione in terreni coltivabili quali piccoli orti urbani, e in altri casi si suppone che fossero stratificazioni di materiale ligneo di cui a quell’epoca venivano realizzate le abitazioni, ovviamente molto più semplici e deperibili delle case dell’impero.
Le case di questo periodo, perdevano anche tutta la loro organizzazione planimetrica articolata delle domus romane a favore di semplici edifici con un unico ambiente più consone ai costumi delle popolazioni barbariche che si alternarono in Taurinum.
Un’altra deduzione che fu fatta riguarda la irregolarità di alcune vie, che viene giustificata dal crollo degli edifici romani in assenza di manutenzione e su cui la gente per camminare si realizzava i passaggi più comodi sulle macerie,facendo quindi perdere l’ortogonalità delle vie originarie e la regolarità degli isolati.
Le zone in cui queste risultanze sono più evidenti riguardano un’area prossima al Palazzo di Città, l’attuale municipio di Torino verso il Duomo, quindi piazza IV Marzo e via della Basilica.
L’area di palazzo di Città, si suppone fosse Sede del Foro Romano, e successivamente divenne la residenza del potere in periodo Longobardo.
Questo periodo storico pur non avendo episodi che pongano in rilievo la storia di Torino, evidenzia che rispetto ad altre città romane importanti che scompaiono o diventano marginali rimane una città in posizione strategica per il comando militare e amministrativo degli invasori che si avvicendarono.
Questa importanza strategica fu non solo militare, ma anche religiosa grazie alla forte personalità del Vescovo Massimo che in un periodo difficile quale quello delle prime invasioni barbariche tra il IV e V secolo, con le sue esortazioni a non abbandonare la propria terra per paura, creò i presupposti per una profonda fede cristiana che fece diventare la città una importante sede vescovile.
Nel VI secolo il primo duca longobardo si insediò a Torino nel palazzo che prima aveva ospitato i rappresentanti Bizantini ricavato modificando l’area del cavedio della Porta Palatina.
La lotta tra longobardi e Franchi coinvolse anche Torino per quasi tre secoli, fino a quando nel 754 le schiere longobarde cercarono di impedire la discesa dei Franchi dalle Chiuse della val Susa, ma senza successo, così il re franco Pipino indusse alla fuga i Longobardi anche da Torino.
Nei venti anni successivi, Torino dopo almeno quattro duchi longobardi, diventa una Contea del rinato Sacro Romano Impero di Carlo Magno, che attraverserà i fornici della Porta Palatina così come fece il suo lontano predecessore in età Augustea e condurrà anche Torino in pieno Medioevo.