La Porta Palatina

delimitava l’accesso settentrionale alla città e rappresenta un monumento di notevole valore storico e documentario, esempio singolare anche per l’eccezionale stato di conservazione di porta urbana del periodo tra I secolo a.C. – I secolo d.C..

Essa è tra i più rappresentativi reperti tramandatici dall’antica Roma nel mondo, si trovava allo sbocco del cardo maximus, direttrice della strada per Roma, edificata forse contemporaneamente (età augustea) o negli anni immediatamente successivi (età flavia) alla creazione della cinta muraria.

Nonostante la composizione sembri integra, solamente la torre di destra ed il muro di interturrio sono originali, l’altra torre è stata ricostruita nel medioevo.

Porte Palatine lato intramura

Nella porta si vedono gli archi che non sono una invenzione propriamente romana, però lo era l’adozione delle malte cementizie che hanno permesso la realizzazione di archi in mattoni alternativi a quelli prima realizzati con conci in pietra.

I mattoni utilizzati nella struttura erano di forma rettangolare, ampiamente in uso in tutta l’area padana, con lato maggiore della lunghezza di sesquipedale (letteralmente sesquipedale significa “di un piede e mezzo”).

La misura standard di questo tipo di laterizi era di circa cm 45x30x6, con leggere varianti nell’ordine di ± 2 cm. Talvolta i mattoni sesquipedali erano muniti di un incavo a maniglia per meglio permetterne il trasporto a mano (mattoni manubriati).

Incavi per la movimentazione dei mattoni
Città Romana di Industria nelle vicinanze di Torino

La facciata ha due ordini di aperture inquadrate da lesene, con finestre ad arco a tutto sesto nel primo ordine, mentre al secondo sono rettangolari con piattabanda ed arco di scarico soprastante.

La Porta aveva due fornici di ingresso pedonali e due carrabili, all’interno una replica dei passaggi delimitava un cavedio in cui sostava chi entrava in città per essere controllato o per pagare pedaggio.

Si possono anche vedere all’interno degli archi i solchi in cui scorrevano i portali di chiusura dei passaggi.

Per quanto riguarda la tipologia costruttiva delle mura perimetrali della città romana, si può notare che dal lato interno si vede la pietra legata con malta intervallata da corsi di mattoni, mentre dal lato extramurario sono completamente finite in paramano ad evidenziare questo genere di architettura di parata del periodo imperiale in cui la porta doveva avere più un carattere intimidatorio che essere un vero e proprio baluardo difensivo.

Particolare dal lato interno delle mura dove si può vedere chiaramente la composizione della muratura di pietra intervallata da corsi di mattoni.
Vista della porta dall’esterno delle mura
Sulla sinistra si vede l’esterno del muro evidenziato sulla foto precedente

I

Qui risulta ben visibile il muro in paramano esterno a sinistra e quello a corsi intervallati dalla parte interna delle mura.

l monumento, perse la sua identità in seguito ad una serie di superfetazioni in epoche successive, e grazie all’intervento dell’ing. Antonio Bertola ne fu impedita la demolizione all’inizio del XVIII secolo.

Solo nella seconda metà dell’Ottocento avvenne la rivalutazione storica e scientifica con massicci interventi di restauro.

Nel 1861 il Comune delibera la pulizia dai rimaneggiamenti della Porta Palatina e il conseguente restauro, durato fino al 1873.

Venne affidata la direzione dei lavori a Carlo Promis (Autore di una Storia di Torino), in quest’occasione sono quindi demoliti tutti gli edifici inglobati nel monumento e conservati i tratti delle mura adiacenti alle torri.

All’inizio del ‘900 (1904),riprendono alcuni lavori di restauro sotto la direzione di Alfredo D'Andrade che ci lascerà in eredità una dettagliata planimetria dei ritrovamenti romani (di cui pochi sono rimasti visibili) e del tracciato dell’antica città).

Sotto la sua direzione avverrà lo scoprimento della base della torre orientale e il ritrovamento dei muri del cavaedium di cui accennato in precedenza.

Nel 2006, in occasione di XX Giochi Olimpici Invernali, l’area della Porta Palatina è stata completamente ridisegnata.

Il progetto è stato realizzato dagli architetti Isola, Durbiano e Reinero. Viene realizzato un Parco Archeologico che riporta la Porta Palatina alla sua funzione primaria, di ingresso ormai solo ideale nella zona della antica città romana.

Non molto lontano dalla Porta Palatina, lungo l’attuale via XX Settembre, si possono vedere i resti del…