Con Giulio Cesare alla guida della Repubblica verso la metà del I secolo a.C. il baricentro degli interessi dell’impero romano si sposta dal bacino Mediterraneo verso nord ovest alla conquista dell’intera Gallia, l’area di Taurasia a questo punto diventa strategica.
Nel 58 a.C. Cesare transita nel territorio dei Taurini lungo la via del Monginevro per valicare le alpi ed arrivare nella Gallia Transalpina.
Da quel momento le popolazioni locali si abituarono alla presenza delle legioni romane che avevano cominciato a fare passaggi sempre più frequenti e a insediare in pianta stabile degli accampamenti militari.
Il processo di romanizzazione si accelerò grazie alla concessione nel 49 a. C. della cittadinanza romana a tutto il territorio Transpadano e probabilmente i romani iniziarono a ordinare e dividere i territori mediante la centuriazione .
La quantità di documentazione da questo periodo è decisamente più ricca, e ha portato a interpretazioni diverse in merito alla fondazione della città di Torino.
Un gruppo di studiosi la colloca già in età cesariana, per cui Colonia Julia Augusta Taurinorum si ritiene che celebri la successiva presenza di Cesare e di Ottaviano, in quanto appare il componente julia dal gentilizio di Giulio Cesare e Augusta dal titolo di Ottaviano.
Una seconda interpretazione, grazie a recenti scoperte appare la più avvalorata, è quella che assegna la nascita di Torino ai tempi Ottaviano Augusto, in quanto essendo stato adottato dallo zio Giulio Cesare prima della sua morte, acquisisce anch’egli il gentilizio Iulius, e la componente Augusta la colloca sicuramente dop il 27 a. C. , periodo in cui Ottaviano Acquisisce il titolo onorifico di Augusto.
La recente scoperta di cui si è accennato, è uno studio congiunto di archeologia e astronomia che ha permesso di calcolare con esattezza la data di fondazione di quella che fu la colonia romana chiamata Iulia Augusta Taurinorum, il 30 gennaio del 9 a.C.
Mariateresa Crosta, ricercatrice all’Inaf di Torino e autrice – insieme a Sandro Caranzano, direttore del Centro Studi Herakles di Torino, di questo studio, hanno raccontato come sono arrivati a questa conclusione (vedi Articolo Inaf di Giuseppe Fiasconaro).
Nonostante si conosca la presenza di parti di cinta muraria sicuramente più antiche di quelle Ottaviane, vengono indicate come un tentativo di monumentalizzare un primo modello abitativo centralizzato che individua la posizione della futura Torino, ma non ne sancisce la fondazione di effettiva città romana.