L’ager centuriatus veniva tracciato dall’agrimensore che, analogamente agli insediamenti, individuava un umbilicus agri da cui, mediante una groma, tracciava due assi stradali perpendicolari tra loro: il primo generalmente in direzione est-ovest, chiamato “decumano massimo” (decumanus maximus), il secondo in direzione nord-sud, detto “cardine massimo” (cardo maximus). Tuttavia per ragioni pratiche, l’orientamento degli assi non sempre coincideva con i quattro punti cardinali: spesso seguiva invece la conformazione orografica dei luoghi, anche per assecondare la pendenza del terreno e favorire il deflusso dell’acqua piovana lungo le canalizzazioni di bonifica che venivano tracciate (centuriazione di Florentia). Altre volte si basava sull’orientamento di vie di comunicazione preesistenti (centuriazioni lungo la via Emilia) o altre caratteristiche geomorfologiche. Talvolta, risultavano essere il prolungamento del cardo e del decumano massimo di una città, la quale veniva dunque a trovarsi in corrispondenza dell’umbilicus.
La centuriazione è tipica di terreni pianeggianti, tuttavia sono state documentate anche centuriazioni collinari.
caratteristiche geometriche
L’agrimensore si posizionava nell’umbilicus con lo sguardo rivolto verso ovest e definiva il territorio: col nome ultra ciò che vedeva davanti, citra quanto aveva alle spalle, dextera quello che vedeva alla sua destra e sinistra quello che vedeva alla sua sinistra.
Successivamente venivano tracciati, da una parte e dall’altra degli assi iniziali, i cardini e i decumani secondari (limites quintarii). Erano assi stradali posti paralleli ad intervalli di 100 actus (circa 3,5 km). Il territorio risultava così suddiviso in superfici quadrate chiamate saltus.
La rete stradale veniva ulteriormente infittita con altre strade parallele ai cardini già tracciati ad una distanza tra loro di 20 actus (710,40 m). Le superfici quadrate risultanti da questa ulteriore divisione erano le “centurie”. Tale dimensione delle centurie si impose in effetti al momento di dover delimitare le grandi estensioni della pianura padana, mentre in precedenza si era fatto uso di centurie più piccole di 10 actus.
Le larghezze stradali, erano:
- 40 piedi romani (11,84 m) per il decumano massimo;
- 20 piedi romani (5,92 m) per il cardo massimo;
- 12 piedi romani (3,55 m) per i limites quintarii;
- 8 piedi romani (2,37 m) le altre strade.
La sistemazione dei terreni era successiva al completamento stradale.
Ogni centuria era suddivisa in 10 strisce, sempre con linee parallele ai cardini e ai decumani, alla distanza tra loro di 2 actus (71,04 m) formando 100 superfici di quadrati di circa 0,5 ettari chiamate heredia (centum heredia = centuria).
Ogni heredium era suddiviso a metà nell’asse sud-nord costituendo due iugeri (jugerum, da jugum, 2523 m², quantità di terreno che poteva essere arata in un giorno da un paio di buoi).